A 23 anni oggi si può ancora morire di influenza

Negli stessi giorni in cui è al vaglio delle camere il disegno di legge per apportare ulteriori tagli alla Sanità, eliminando, tra gli altri, molti esami diagnostici, si apprende che oggi si muore ancora di influenza, quando questa non è diagnosticata e curata a dovere.

E’ morto ad Ansbach, in Germania, dove lavorava come gelataio, Alberto Polese, 23 enne padovano dell’Arcella: dallo scorso martedì aveva l’influenza e sabato è andato a letto, senza più risvegliarsi.

Alberto Polese è stato trovato privo di vita nella sua stanza, ancora steso sul suo letto: ad accorgersene Antonella Spolaore, la responsabile padovana della gelateria per cui il giovane lavorava da qualche mese, il “Cafè Doge” di Ansbach.

Immediati i soccorsi dei sanitari della cittadina bavarese, poco lontana da Norimberga: i medici hanno cercato di rianimarlo per più di mezz’ora, ma per il ventitreenne non c’era più nulla da fare.

“Aveva febbre, vomito e dissenteria, i sintomi di un banale raffreddamento, che ha cercato di curare con i classici farmaci”, ha raccontato un suo amico.

A uccidere il giovane, probabilmente, un collasso cardiaco dovuto all’influenza: in queste ore in Germania si deciderà se è necessario sottoporre il corpo all’autopsia per fare ulteriore chiarezza sul decesso.

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