A Roma in arrivo il zoning, divieto di prostituirsi in alcune aree

Fermo restando che comunque la prostituzione non è considerato reato dal nostro codice penale, è comunque poco consono alla pubblica morale vedere flotte di donne vendere il proprio corpo, agli angoli delle strade.

Di certo è ancora meno ortodosso che il mestiere più antico del mondo venga esercitato in determinate zone, magari luoghi storici o turistici, invasi ogni giorno da turisti provenienti da ogni dove, o in luoghi abitati, alla vista di bambini e adolescenti.

Per questo, a Roma, sta per arrivare  lo ‘zoning’, il divieto di prostituirsi in alcune aree della città. Lo ha annunciato Rossella Matarazzo, vice capo gabinetto del sindaco di Roma a margine di un incontro al Municipio III tra il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, e i cittadini.

“Nel nuovo regolamento di polizia urbana – ha spiegato Matarazzo – vogliamo prevedere di interdire la prostituzione nelle zone di grande viabilità e tenere il fenomeno lontano da insediamenti abitativi”.

Per i clienti sono previste anche maxi multe: tra i 350 e i400 euro.

“I proventi di queste sanzioni – aggiunto – dovranno essere utilizzati per progetti di contrasto alla tratta di essi umani. Un’attività che va di pari passo con progetti come `Roxanne´, perché riteniamo che il problema di fondo sia il contrasto dello sfruttamento”.  Il regolamento “esiste già, ma era fermo a 68 anni fa – ha precisato, senza sbilanciarsi sulle tempistiche – ne stiamo parlando perché deve essere condiviso”.

One thought on “A Roma in arrivo il zoning, divieto di prostituirsi in alcune aree

  1. Affermo che le Ordinanze Sindacali ed i Regolamenti di Polizia Urbana devono essere conformi ai principi generali dell’Ordinamento, secondo i quali la prostituzione su strada non può essere vietata in maniera vasta ed indeterminata. Di conseguenza, i relativi verbali di contravvenzione possono essere impugnati in un ricorso. In più per le medesime ragioni, i primi provvedimenti suddetti non possono essere emessi per problematiche permanenti ed i secondi non possono riguardare materie di sicurezza e/o ordine pubblico.

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