Addio a Giuseppe De Vivo, il mitico Peppone simbolo del tifo romanista

Redazione

“Peppone è un pezzo di questa città fa parte di quella generazione di uomini tra i 50 e i 60 anni, che ha dato più di quello che ha ricevuto. Era un uomo generoso, che si ribellava alle ingiustizie e che spesso ha pagato sulla propria pelle con le condanne. Eppure la sua storia, come quella di tanti altri romani (soprattutto quelli delle periferie) è caratterizzata da un’umanità rara, che ne possano dire tanti benpensanti. L’ho incontrato l’ultima volta fuori lo stadio Olimpico alla fine della penultima giornata di campionato era venuto a salutare gli amici. Nonostante il progredire della malattia, lui non si arrendeva e continuava a combatterla con coraggio. Mando un abbraccio alla famiglia”.

Sono state queste le parole di tristezza espresse da Paolo Cento, presidente del Roma club Montecitorio, per ricordare e salutare l’ex leader della curva sud Giuseppe De Vivo, meglio conosciuto col soprannome di Peppone, tristemente scomparso in quanto stroncato da un terribile tumore contro il quale combatteva da tempo ma che purtroppo non è riuscito a sconfiggere.

Molto conosciuto nell’ambiente del tifo, la morte del mitico “Peppone” ha riempito di tristezza il cuore di tantissime persone, tanti striscioni gli sono stati dedicati e numerosi sono stati i messaggi di cordoglio scritti dai tifosi sulle sue pagine social. Giuseppe De Vivo andandosene, ha lasciato la moglie e un figlio.

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