Addio a Renzo Ozzano, imbattibile fantino in Febbre da Cavallo

Il suo nome, a giovani e giovanissimi, forse dirà ben poco, ma ai cultore del cinema classico, da quello d’autore fino alla commedia “scollacciata” degli anni ’80, il suo volto sarà ben impresso nella mente, e certamente si uniranno al dolore della sua famiglia e dei suoi amici nel tributargli l’ultimo saluti.

Nelle scorse ore si è infatti spento, a  83 anni, l’attore e giornalista torinese Renzo Ozzano: con la sua figura snella ed elegante ed i celebri baffi, è stato una figura nota del cinema comico e della tv italiani degli anni ’70 e ’80.

Ozzano, nato a Torino nel 1934, è stato interprete di diverse pellicole di registi del calibro di Steno, Corbucci e Vanzina anche se la sua prima parte importante non è stato per un ruolo da commedia.

A volerlo, infatti, fu Carlo Lizzani che nel 1972 lo scelse per interpretare uno dei personaggi del poliziesco “Torino nera”, anche se alla fine l’attore non è accreditato.

L’attore recita in «Bluff, storie di truffe e imbroglioni» di Sergio Corbucci e in «Fango bollente» di Vittorio Salerno. Ma è con il cult «Febbre da cavallo» di Steno, nel 1976, che il suo volto diventa noto al grande pubblico. Nel film cult era l’imbattibile fantino francese Jean-Louis Rossini, assoldato dal conte Dallara (Gigi Ballista) per vincere il Gran Premio degli Assi e rapito da Pomata (Enrico Montesano) e Mandrake (Gigi Proietti).

Da allora si specializza in ruoli comici.

In due decenni figura in molte commedie sexy di Mariano Laurenti, da “La settimana bianca” a “La ripetente fa l’occhietto al preside”. E in pellicole popolarissime come “La moglie in vacanza…. l’amante in città” di Sergio Martino. Con Carlo Vanzina è nel cast di “Eccezzziunale… veramente”, “Via Montenapoleone”, “Monte Carlo Gran Casinò”, “Le finte bionde”.

Inoltre lavorò molto anche in televisione – per esempio in Piccolo mondo antico e nella fortunata serie Casa Vianello – e fu anche giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine di Torino di cui fu anche Consigliere: “Non sarà dimenticato nella storia del cinema – dice Ezio Ercole, vicepresidente dell’Odg piemontese – e nella storia del giornalismo, nel quale ha condiviso battaglie per una professione corretta, pulita, al passo con tempi”.

Una vita, la sua, spesa per far sorridere il pubblico, senza dimenticare le battaglie di impegno civile

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