Afghanistan, Obama non mantiene le promesse sul ritiro dei soldati

Stavolta Barack Obama si è tirato indietro, e ha deciso di non mantenere la parola data: improvvisamente la strategia militare da adottare in Afghanistan è cambiata, e il ritorno a casa dei soldati americani non avverrà come era stato previsto.

Da giorni giravano indiscrezioni di stampa secondo le quali Obama stava valutando di lasciare in Afghanistan un numero di truppe più alto del previsto, fino a 5.500 unità, anche oltre il 2016, ovvero la scadenza del suo secondo mandato, e proprie in queste ore fonti dalla Casa Bianca riferiscono che la decisione è stata presa.

Il nuovo programma prevede che i 9800 soldati di Washington in Afghanistan restino nel Paese per gran parte del 2016 e che la loro presenza venga gradualmente ridotta. A un certo punto nel 2017, hanno riferito le fonti, i militari americani nel Paese caleranno a 5500 e saranno di stanza a Kabul, Bagram, Jalalabad e Kandahar. Continueranno a concentrare la loro attività sulle missioni di antiterrorismo, l’addestramento delle forze di sicurezza interne e il loro consiglio.

La decisione di cambiare i piani, hanno riferito le fonti, è stata presa al termine di mesi di colloqui fra Obama, i leader afgani, i funzionari del Pentagono, i consiglieri della Casa Bianca e i comandanti sul campo.

Simile la situazione italiana: il nostro governo aveva annunciato l’anno scorso che entro la fine di questo mese tutti i soldati sarebbero stati ritirati dall’Afghanistan. Invece ad oggi sul fronte afgano ci sono ancora 800 soldati, forze speciali ed elicotteri da combattimento, e il 9 ottobre il ministro ha preannunciato che “l’Italia valuterà se mantenere la propria missione in Afghanistan” come richiesto da Washington.

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