AIDS, aumentano i casi in Italia: che cosa fare?

Eleonora Gitto

I casi di AIDS in Italia aumentano, che cosa fare? A chi rivolgersi?

Di nuovo si parla di AIDS e di diffusione del virus HIV, ma in realtà sembra che non ci sia sufficiente attenzione su questa problematica.

Questa malattia che si prospettò in maniera sconvolgente in occidente una trentina di anni fa, in realtà è ancora presente in Europa in maniera importante.

Lungi dall’essere stata debellata, la malattia fa ancora sentire pesantemente la propria presenza anche qui in Italia, con un incremento di casi, in maniera significativa, in Lombardia.

In questa regione, in particolare, l’incremento viene registrato soprattutto nella popolazione gay. Ma anche il resto d’Italia non se la passa bene, visto che si registrano ogni anno fra i 3.500 e i 4.000 casi.

E’ evidente che manca una vera e propria campagna anti-AIDS, o comunque un efficace e adeguato sistema informativo.

Ogni tanto si registra un allarme, con qualche articolo di giornale, un seguito mediatico di qualche settimana, e poi invariabilmente tutto finisce lì. Forse perché si ritiene che l’Aids colpisca prevalentemente la popolazione omosessuale, e si crede di essere sostanzialmente immuni.

Ovviamente non è così. Sono invece indispensabili campagne di informazione mirate ed efficaci, e non una semplice celebrazione della giornata mondiale della malattia, come avviene tutti gli anni il primo dicembre.

Per evitare la sieropositività, le campagne informative dovrebbero cominciare nelle scuole. Non si risolverebbe probabilmente il problema, ma certamente questo si attenuerebbe in maniera consistente.

In fondo si tratta di spiegare cos’è la malattia, come nasce, come si sviluppa, il modo di trasmettersi da persona e persona, e soprattutto i mezzi più efficaci di protezione, come ad esempio il preservativo.

Questo consentirebbe anche un risparmio non indifferente per il sistema sanitario nazionale che, non scordiamocelo, paghiamo noi tutti.

Peraltro, nelle linee guida elaborate a livello internazionale, oltre alla prevenzione, si prevedono poi interventi immediati in caso di accertamento di una condizione di sieropositività.

Le terapie, seguite per tempo e in maniera continuativa, consentono di abbassare in maniera importante la carica virale, anche se non sono in grado di debellare del tutto il virus.

Ma non tutte le persone che sanno di essere portatrici del virus decidono di curarsi o di comportarsi in maniera tale da cercare di non diffondere il virus.

Non solo: più del 20% delle persone con l’HIV non sanno di essere sieropositive, mettendo a serio rischio la salute altrui, oltre che la propria. Parola d’ordine, quindi: prevenzione e informazione per tutti.

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