Altri casi di morbillo, stavolta al Politecnico di Milano

Eleonora Gitto

Altri casi di morbillo, stavolta al Politecnico di Milano.

Forse sarà la stampa, saranno i media, ma sembra proprio che i casi di morbillo stiano aumentando e il motivo principale, ovviamente, è che la gente non si è vaccinata.

Le prese di posizione contro l’utilità dei vaccini si sono moltiplicate negli ultimi mesi, e ciò è altamente biasimevole.

Soprattutto i Pentastellati e lo stesso Beppe Grillo, come noto e come notato dallo stesso New York Times, hanno operato una sorta di campagna del tutto irresponsabile. Il primo show di Grillo contro l’utilità dei vaccini risale al 1998.

Poi la marcia indietro, ovviamente; quando il comico genovese ha capito che si era messo contro tutta la comunità scientifica nazionale e internazionale.

Intanto pure al Politecnico di Milano si registrano altri due casi di morbillo, che ha colpito due dottorandi di 31 e di 27 anni.

Ora si stanno monitorando tutte le persone che sono state a contatto con i due giovani negli ultimi tempi. Fra colleghi di laboratorio e amici, l’elenco potrebbe essere molto lungo.

Sia i docenti sia gli studenti e gli amici sono stati nel frattempo avvertiti.
Nella bacheca del Policlinico è stato affisso un documento, tradotto anche in lingua inglese, dove c’è scritto, fra le altre cose, che è consigliata la vaccinazione entro 72 ore dal contatto.

I medici della ex ASL, ora ATS (Agenzie di Tutela della Salute), sottolineano preoccupati: “Il rischio che il virus si diffonda, è alto”.

Dal canto suo, Donatella Sciuto, Prorettore dell’Ateneo, osserva: “L’attenzione, però è alta perché in questi giorni si stanno svolgendo gli esami, i dottorandi fanno tutoring e quindi sono in contatto con tanti studenti. Verificheremo che la profilassi sia seguita. Ci sarà la massima attenzione. Il nostro dipartimento è il più grande d’Italia, è frequentato da qualche centinaio di dottorandi e diverse migliaia di studenti e ha uffici in più palazzine”.

Ma sulla questione interviene anche l’Assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera: “La situazione è sotto controllo ed è gestita con la massima efficienza”.

Da osservare che solo nella città di Milano ogni anno non sono vaccinati circa 1.200 bambini, una cifra troppo alta.

E’ bene che il livello di attenzione e di vigilanza sia sempre tenuto alto; ma è anche bene che nella gente maturi una coscienza di tipo collettivo e sociale, non solo di tipo individualistico. Certi vaccini servono per proteggere non solo se stessi, ma la collettività contro l’insorgenza di contagi.

E’ un problema di coscienza civile e di salute pubblica, ben più importante di qualsiasi show di un comico che si improvvisa, a corrente alternata, maestro di onniscienza.

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