Armi e pedopornografia, il mercato illecito di Deep web

Un’altra deplorevole vicenda da raccontare, perché se da un lato il web, con la sua libertà potenzialmente illimitata, permette a chiunque di accedere ad ogni sorta di informazione e contenuto, dall’altro offre terreno fertile anche a gente malata e perversa, per sfogare i più barbari e insani impulsi.

L’operazione “Babylon” ha permesso alla Polizia postale, per la prima volta nel nostro Paese, di individuare e sequestrare un gigantesco mercato illegale aperto no stop sul cosiddetto “deep web”, il web nascosto ai tradizionali motori di ricerca.

La polizia ha sequestrato un vero e proprio “mercato dell’illecito” online, gestito da un italiano con attività illegali di ogni genere, dove le comunità pedofile si scambiavano informazioni per trovare materiale sempre aggiornato. Sequestrati anche 11mila wallet (in pratica dei conto correnti) di bitcoin, la moneta virtuale usata per acquistare non solo foto e video di contenuto pedopornografico ma anche armi, droghe, documenti falsi.

“Si tratta – ha spiegato nel corso di una conferenza stampa il direttore del Servizio Polizia postale, Roberto Di Legami – di un enorme sito di e-commerce illegale con un catalogo vastissimo di file pedopornografici ma anche di armi, droghe, kit di hackeraggio, codici per la clonazione di carte di credito, passaporti falsi. Se ne parlava da tempo, ma questa è la prima prova concreta che questo mercato alternativo esiste davvero, il concretizzarsi di un fantasma evocato da tempo”.

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