Ashley Madison, i mariti fanno una class action

In questi giorni non si fa altro che parlare del sito di Ashley Madison, uno dei siti più utilizzati dagli utenti di tutto il mondo, per fare nuove conoscenze, ma in particolar modo per incontrarsi senza “tanti” preamboli.

L’attacco hacker messo a segno contro il sito di appuntamenti Ashley Madison continua a mietere vittime, e naturalmente sono i milioni di clienti i cui nominativi e dati personali sono prima stati sottratti e poi resi pubblici online.

Sono passati pochissimi giorni e ognuno sta cercando di correre ai ripari, organizzando class action o chiedendo sostanziosi risarcimenti.

Lo studio legale Charney Lawyers and Sutts dell’Ontario ad esempio sta contattando i fedifraghi, coinvolti loro malgrado nella vicenda, per trascinare l’azienda davanti a un giudice. Idem in Oklahoma, mentre in Canada è scattata la causa per conto di cittadini canadesi le cui informazioni sono state messe in piazza: la richiesta è di 760 milioni di dollari di danni.

Base della possibile azione legale orchestrata dallo studio ‘Abington Cole and Ellery di Tulsa’, in Oklahoma, sono le frequenti affermazioni del Ceo Noel Biderman sul fatto che il segreto sulla iscrizione al sito era a prova di bomba: affermazione palesemente smentita dalla realtà dei fatti, con milioni di traditori svelati alla gogna pubblica.

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