Bella e Perduta, Pulcinella e un Bufalo per raccontare l’Italia degli umili

Bella e perduta, pellicola di Pietro Marcello, che ha debuttato lo scorso agosto a Locarno, uscirà in sala il 19 novembre dopo aver inaugurato il Torino Film Festival.

La pellicola affronta il complesso e spesso tragico rapporto tra uomo e natura per come si manifesta nella tenuta borbonica di Carditello abbandonata a se stessa, circondata da discariche e per anni luogo di latitanza di camorristi, e di cui il pastore e agricoltore Tommaso Cestrone, detto «l’angelo di Carditello», si prendeva cura a titolo gratuito. «È la storia di un pastore che vivendo nella Reggia si fa principe», dice lo sceneggiatore di Bella e perduta Maurizio Braucci.

“Il progetto nasce dall’idea di fare un viaggio in Italia lungo tutto lo stivale. Partendo dalla Campania ci siamo imbattuti in Tommaso Cestrone: il racconto di questo pastore che volontariamente si prende cura della reggia e accudisce i bufali maschi che altrimenti verrebbero uccisi perché non producono latte, doveva essere un episodio del film”, ha raccontato il regista Pietro Marcello. “Poi nel corso delle riprese Tommaso è morto a causa di un infarto e ci è sembrato importante trasformare il nostro lavoro in un film che è al tempo stesso un documentario e una fiaba contemporanea”.

Il film affida a Pulcinella (Sergio Vitolo) e al bufalo Sarchiapone  la prosecuzione di un cammino alla fine del quale, però, i due servi (uomo e animale) non troveranno ciò che speravano di trovare. Sarchiapone nel film parla con la voce di Elio Germano. “Non ho certo scelto lui per mettere il nome sul manifesto, avevo bisogno di qualcuno che credesse profondamente nel progetto, che è un progetto libertario, indipendente e anticonformista. Germano è stato scelto per il suo talento ovviamente ma anche per la sua sensibilità”.

“Bella e perduta” mostra come a difendere il nostro patrimonio naturale e la nostra salute pubblica sia rimasta la gente umile, quella più povera. “Carditello è il simbolo di un sud abbandonato e depredato. I campi intorno alla reggia davano tre raccolti all’anno, oggi questo territorio è stretto da tre discariche, una di queste è tra le più grandi d’Europa. Solo le persone come Tommaso hanno custodito la bellezza di questa terra”.

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