Berlusconi, tocca al Parlamento autorizzare l’uso di sue intercettazioni

Dopo un periodo di silenzio mediatico, Silvio Berlusconi è tornato, più presente che mai, nella cronaca e nel gossip italico, e se ieri abbiamo dovuto annunciare il suo acquisto di una lussuosa villa per la sua giovane fidanzata, oggi protagonista è il processo che si sta svolgendo, a suo carico, a Milano.

Il giudice di Milano, Stefania Donadio, ha infatti inviato al Parlamento la richiesta per l’utilizzo di alcune telefonate tra Berlusconi e due ragazze che partecipavano alle serate di Arcore: nelle chiamate incriminate Berlusconi avrebbe chiesto chiaramente a una delle olgettine di convincere l’altra a sfilarsi dal processo ‘Ruby bis’.

Si tratta di intercettazioni tra l’ex premier e due olgettine che hanno preso parte alle serate di Arcore, Iris Berardi e Barbara Guerra, che risalgono al 2012-2013, quando Berlusconi era ancora senatore, e che sono state effettuate in un’altra indagine con al centro una presunta truffa su finanziamenti pubblici ai danni di un imprenditore, coordinata dai pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano e poi archiviata.

Il giudice quindi ha accolto la richiesta dei pm disponendo l’invio degli atti delle intercettazioni al Parlamento, che dovrà ora pronunciarsi sulla richiesta di autorizzazione all’utilizzo nel procedimento.

Il 30 giugno scorso la procura di Milano ha notificato la chiusura delle indagini per il fascicolo Ruby ter a carico di Berlusconi (con ipotesi di reato di corruzione) e altri 33 indagati, che respingono le accuse.

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