Bono e Zuckerberg per collegare il mondo

Eleonora Gitto

Bono Vox e Mark Zuckerberg insieme per collegare il mondo.

I due personaggi si sono trovati insieme nel firmare sul New York Times un appello nel quale scrivono a chiare lettere che se si vuole unire il mondo, bisogna collegarlo.

Vale a dire, almeno per Zuckerberg, utilizzate tutti, ma proprio tutti, il mio Facebook. O giù di lì.

Ma i due proseguono scrivendo che “in questo secolo lo sviluppo globale e la connettività globale sono collegate”.

Affermazione abbastanza audace questa, visto che c’è sempre più gente che muore di fame e però possiede un cellulare.

E c’è sempre più gente che fugge disperata dalle guerre, ma restando collegata a internet e mandando le foto e i filmati della disperazione.

“Se si vuole nutrire la gente, guarire, istruire e dare lavoro, dobbiamo connettere il mondo”, proseguono quasi ossessivamente i due.

Non è così però perché se si vuole cambiare strada, bisogna cambiare la cultura, prestare meno attenzione ai soldi, all’economia, alla finanza, limitare le accumulazioni, le sperequazioni, le differenze.

E non ci si può riuscire con i collegamenti, ma con la politica, l’ordinata convivenza civile, con la coscienza che, cristianamente parlando, le disuguaglianze devono cessare. E’ una questione di mentalità, altro che collegamenti.

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