Broggi: “io ho salvato Atac”

“Ci siamo sentiti chiamati in causa troppe volte e abbiamo deciso di dare conto in modo trasparente del lavoro realizzato in questi due anni”, così ha esordito l’amministratore delegato dimissionario Danilo Broggi, nel corso della “mia prima e ultima conferenza stampa” . Presenti alla conferenza anche il presidente Roberto Grappelli e parte del cda dell’azienda.

“Oggi possiamo dire che Atac non è più a rischio fallimento, ma abbiamo segnalato ai diversi soggetti istituzionali le infiltrazioni copiose della stazione Cavour. Siamo vittime, non artefici di questa situazione”, continua Broggi, aggiungendo che ha “dato mandato all’ufficio legale di verificare se ci sono spazi per difenderci con le società di servizio”.

“Abbiamo denunciato più volte, l’ultima a gennaio 2015 con una nota, la necessità non più rimandabile di investimenti sulla rete della metropolitana per almeno 150 milioni, pena l’impossibilità di erogare con continuità il servizio” ha continuato “C’è un deficit di investimenti da più di 10 anni che crea una condizione di estremo disagio nella conduzione dell’esercizio. 150 milioni sono per gli interventi non più rimandabili”. Il saldo, però, è molto più alto: “Abbiamo una lettera di Roma Metropolitane che parla di 500 milioni”.

“Sono stato chiamato per portare fuori Atac dal fallimento e questa operazione è stata realizzata, già a maggio avevo comunicato al precedente assessore Improta la mia volontà di dimettermi. Poi sono rimasto a causa dei ritardi nell’approvazione del bilancio che, per essere chiuso, attendeva l’approvazione del contratto di servizio e la ricapitalizzazione. Nel 2013 non c’erano neanche i soldi per pagare la benzina per far circolare i mezzi e il debito con i fornitori ammontava a 450 milioni di euro, cifra che corrisponde a due anni di pagamenti”, ha dichiarato.

“Oggi Atac ha crediti con la Regione per 680 milioni. Quasi 500 sono legati agli oneri del contratto nazionale di lavoro che la Regione non ci paga. La Regione ci conferma che la cifra è dovuta ma che a pagarla dev’essere il Comune. Abbiamo aperto 7 contenziosi legali con la Regione ma più che fare causa cosa possiamo fare? Parliamo di 70 milioni l’anno di costi che non vengono riconosciuti all’azienda”, incalza Broggi, accusando la politica e annuisce quando una giornalista gli chiede se la politica ha scaricato Roma sulla mobilità. “Credo sia un’analisi corretta”, risponde.

Poco dopo la conferenza stampa la Regione Lazio ha risposto a Broggi tramite una nota: “Si precisa che dal 2013, anno dell’insediamento dell’attuale giunta regionale ad oggi sono stati saldati circa un miliardo e duecento milioni di euro per il trasporto pubblico della Capitale di cui circa 485 milioni di euro direttamente ad Atac e 703 milioni a Roma Capitale per il tpl, comprensivi degli oneri relativi al Contratto di servizio. Riguardo ai presunti debiti sul contratto nazionale del lavoro si ricorda che da oltre 10 anni esistono alcuni contenziosi tra Atac e Regione, per questo, in varie occasioni, si è precisato che tali risorse non sono ascrivibili a bilancio come crediti esigibili. Tra l’altro, la Regione Lazio alcuni mesi fa ha vinto un analogo contenzioso con Roma Tpl”.

Nella nota si sottolinea la situazione del 2013 quando “la giunta Zingaretti ha trovato al momento del suo insediamento uno stanziamento in bilancio pari a zero euro per Roma Capitale lasciato in eredità dalla passata amministrazione. Oggi le fatture verso Atac vengono saldate entro 30 giorni dall’emissione, come previsto dalla fatturazione elettronica. Inoltre in questi anni l’attenzione dell’attuale giunta regionale sul tpl romano ha portato ad investire importanti risorse insieme a Trenitalia per potenziare le ferrovie regionali nel tratto urbano”.

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