Candy Candy, i primi 40 anni della dolce orfanella

È stato uno dei cartoni animati più amati di un’intera generazione, un cartone tratto da un manga giapponese che è stato capace di entrare nell’immaginario di migliaia di ragazzi, incantati dalla dolcezza e forza d’animo della sua protagonista: Candy Candy compie i suoi primi 40 anni.

Sempre pronta al colpo di fulmine, alla compassione disinteressata, emancipata e a suo modo bandiera alternativa di un femminismo che dall’Occidente si propagava in Oriente, simpatica e gioiosa, Candy è diventata l’orfanella più famosa del nostro paese.

Il primo ottobre del 1976 andava in onda su una tv giapponese la prima puntata del cartone Candy Candy, dall’omonimo manga pubblicato un anno prima dal mensile Nakayoshi. La storia di Candy Candy è stata portata in tv in un anime di 115 episodi, tanti considerando i tempi.
In Italia giunse nel 1980 sulle reti private, per poi essere trasmessa da Mediaset (allora Fininvest) nel 1982 su canale 5, e riproposta negli anni successivi.

Tra morti, difficoltà, l’inizio della Grande Guerra, il desiderio di diventare infermiera e capire chi l’avesse adottata e chi mai fosse il misterioso “Principe della Collina”, milioni di bambine hanno seguito la storia di un’eroina dell’animazione e del femminismo.

Per festeggiare i suoi primi 40 anni, la pittrice Lidia Bechis le ha dedicato un libro “Candy Candy – Amori e battaglie della prima grande eroina dell’animazione”, illustrato con 100 immagini a colori, edito da Ultra (Collana Shibuya).

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