Carabinieri hanno arrestato i killer del piccolo Cocò Campolongo

Dopo quasi due anni dalla tragedia, da quel terribile attentato in cui il piccolo Cocò Giordano, di soli tre anni, venne freddato a Cassano allo Jonio assieme al nonno Giuseppe Iannicelli e della sua convivente marocchina, i Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza e i Ros, coordinati dalla Dda di Catanzaro, sono riusciti a rintracciare e a incriminare i killer.

Destinatari dell’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia sono Cosimo Donato, alias “topo”, 38 anni, e Faustino Campilongo, 39 detto “Panzetta”, entrambi già detenuti nel carcere di Castrovillari per estorsione.

Cocò aveva solo 3 anni ed era uno scudo umano: il nonno Giuseppe Iannicelli lo portava con sé nei suoi giri di spaccio. Pensava che l’innocenza di Cocò lo mettesse al riparo. «Cocò era utilizzato da Iannicelli al fine di scongiurare agguati», hanno dichiarato a verbale due testimoni e un pentito. Così come ha spiegato il figlio stesso di Iannicelli: «Si accompagnava a Cocò e alla marocchina perché era convinto che in loro presenza nessuno gli avrebbe potuto fare del male».

Ma evidentemente la criminalità organizzata non si ferma più neppure dinanzi all’innocenza dei bambini, e il piccolo Cocò ha pagato con la vita la colpa di essere nato in una famiglia che evidentemente teneva più al proprio tornaconto economico che a lui.

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