Carmen Consoli Incontra il suo pubblico al Medimex di Bari

Tanti sono stati gli ospiti di questa edizione 2015 di Medimex: tra gli altri si è distinta senza dubbio Gianna Nannini, che ha colto l’occasione per presentare il suo “Hitstory”, raccolta di bravi sospesa tra il passato e il futuro, ma anche Carmen Consoli, ritornata a gennaio al centro della scena musicale italiana con L’abitudine di tornare, che ha messo d’accordo pubblico e critica.

Reduce dal concerto della sera precedente e da una notte quasi insonne per l’adrenalina ancora in circolo, come lei stessa ha spiegato,  la cantautrice catanese si è offerta al pubblico per spiegare il suo momento personale e tentare di fare il punto sulla situazione attuale della musica e della cultura.

Sul palco si presenta con una formazione ridotta all’osso – chitarra, basso e batteria – e tutta al femminile. Arrangiamenti scarni ed essenziali perché a primeggiare devono essere il ruggito della chitarra e la potenza delle storie. Nella voce di Carmen Consoli riecheggia il desiderio mai sopito di raccogliere dal profondo dello stomaco la rabbia di intere generazioni di donne per riaffermare la propria dignità al cospetto di uomini al meglio distratti, al peggio vili e codardi aguzzini.

A chi l’ascolta, nell’ultima giornata della Fiera di Bari, parla anche di tecnologia e digitale, usando una metafora digitale: “Viviamo una sorta di illumismo, non c’è spazio per il romanticismo. Ma cambierà, la storia è una serie di cicli”.

“Siamo pronipoti del dio denaro e il tempo è denaro – dice poi -. Lo capisco ma tutto ciò alla lunga porta dei grandi problemi, stiamo vedendo gli effetti del profitto immediato. Dobbiamo servirci della velocità per arrivare in profondità. Di questo passo studieranno il modo per farci partorire a 3 mesi in modo da non perdere denaro. Ma l’ottavo mese è importante, il nono ancora di più”.

E conclude: “Arriveremo al punto in cui ci riaccorgeremo che il tempo è importante – sottolinea -. L’essere umano ha un tempo fisiologico per elaborare i concetti. Oggi si taglia tutto, un singolo deve essere di tre minuti, in radio si arriva ad accorciare i pezzi di Who e Led Zeppelin”. Per poi chiudere con un’altra metafora letteraria: “Io non mi sento vicina né a Foscolo né a Manzoni, per me deve arrivare il momento di Leopardi, lui che incarna lo snodo tra due momenti critici. Portando ai giorni nostri dico che quando analogico e digitale si uniranno trovando un equilibrio avremo la nostra rinascita”.

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