Carte d’identità rubate da rivendere ai migranti
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Le carte d’identità rubate doveva servire per i migranti in arrivo in Italia. Le indagini dei carabinieri sono cominciate nel luglio del 2014 da Gallipoli, e dopo il furto di 1050 documenti di riconoscimento dagli uffici comunali.

Gli stessi documenti di identità sono stati ritrovati nelle mani di siriani, palestinesi e albanesi che poi provvedevano a far diventare regolare i migranti. Il primo ingente furto è stato di 1050 carte di identità, di 12 pistole dei vigili urbani e 200 cartucce a Gallipoli.

I carabinieri hanno verificato che esistono legami molto stretti tra i membri della banda e gli esponenti della criminalità organizzata campana.

Questo meccanismo di documenti di identità si ripeteva da tempo. I documenti venivano poi venduti ai migranti che arrivavano in Italia clandestinamente così da potersi muovere nel territorio con una certa libertà. L’organizzazione era tentacolare, una parte era a Melito di Napoli, e poi altre diramazioni nel Meridione, anche nel Salento.

L’operazione è stata denominata “Bingo” ed è stata fatta dai militari di Napoli e Caserta. Sono state emesse ordinanze di custodia cautelare, con le accuse di associazione per delinquere finalizzata al furto di armi e documenti d’identità presso gli uffici anagrafe e di Polizia Locale, detenzione e porto abusivo di armi, ricettazione, contrabbando di sigarette.

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