Catania, “Questo bimbo è cosa nostra”

Sulle prime pagine dei giornali fa sempre notizia la Camorra campana, ma non bisogna dimenticare che anche altre regioni italiane si trovano a fare i conti con la terribile e fin troppo radicata piaga della criminalità organizzata.

A Catania ad esempio Cosa Nostra, spesso e volentieri impera sovrana, in barba alla politica e alla giustizia, arrogandosi il diritto di compiere gesti plateali, come se fossero quasi una sfida a viso aperto ai poteri vigenti.

“Questa creatura è cosa nostra”: la scritta è comparsa su alcuni manifesti per la festa di battesimo di un bambino, figlio di Francesco Rapisarda, detto Ciccio Ninfa, residente a Giarre e – come riporta Repubblica – ritenuto dagli investigatori vicino al clan Laudani, indagato in passato per associazione mafiosa.

Il questore di Catania Marcello Cardona con una propria ordinanza ha stabilito la rimozione dei manifesti 6×3 affissi in alcuni impianti abusivi: due manifesti sono stati già individuati a Macchia di Giarre e a Riposto, ma stando alle indiscrezioni ce ne dovrebbero essere altri, lungo le strade della provincia di Catania ed in particolare a San Giorgio, quartiere alla periferia sud di Catania.

La festa pubblicizzata nel cartellone è privata e si svolgerà in una villa a Giarre. Sul manifesto appare anche il logo di radio Universal.

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