Chiamparino pronto a dimettersi se non verrà completamente assolto

Proprio non ci sta a farsi crocifiggere per mantenere la poltrona: Sergio Chiamparino è pronto  dimettersi se tutte le ombre sul suo conto non verranno dissipate e potrà continuare il suo mandato a testa alta.

A poco più di un anno dal voto che ha incoronato Sergio Chiamparino presidente della Regione, archiviando il centrodestra a trazione leghista di Roberto Cota, in Piemonte quindi si potrebbe tornare presto alle urne: se il 9 luglio il Tar si pronuncerà a favore del ricorso presentato dalla Lega per le firme false, l’attuale presidente del Piemonte si dimetterà.

«Non credo che i nostri elettori, e nemmeno in generale tutti i piemontesi, sarebbero d’accordo nel vedermi ripetere quanto ha fatto Roberto Cota, che ha anteposto l’attaccamento alla poltrona alla legalità e alla certezza dell’azione di governo», chiosa Chiamparino per spiegare la sua posizione.

“La situazione di Chiamparino è ben più grave rispetto a quella che si è verificata nella passata legislatura: allora non si trattava di firme false a corredo delle liste, ma di irregolarità rispetto all’accettazione di alcune candidature di una lista collegata; nel caso di Chiamparino, invece ,le irregolarità riguardano proprio le firme a corredo del suo ‘listino’, quello del Presidente, e della Lista del Pd”, è invece l’opinione di Roberto Cota espressa via Facebook.

«È stato eletto da una vasta maggioranza di piemontesi con un consenso cospicuo e importante- ha detto il vice di Renzi- e credo che quegli stessi elettori vogliano che lui continui a lavorare per la Regione così come sta facendo», l’opinione invece del vicesegretario nazionale del Pd, Lorenzo Guerini, che non ha fatto mancare il suo appoggio a Chiamparino.

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