Chiamparino resta sulla poltrona, per il tar il ricorso è inammissibile

Qualche giorno fa il governatore della regione Piemonte, Sergio Chiamparino, era stato chiaro e categorico: se il Tar avesse ammesso i ricorsi per le presunte firme false, lui non avrebbe perso tempo e si sarebbe immediatamente dimesso, dato che la sua dignità e reputazione erano da preferire al bieco attaccamento alla poltrone, tipico invece del suo predecessore.

Ma alla fine Chiamparino non sarà costretto a tener fede a quanto detto, perché il Tar sembra avergli dato ragione: il Tar ha respinto tre dei quattro ricorsi che ha presentato l’ex consigliere provinciale della Lega Patrizia Borgarello.

Oltre alla lista Chiamparino presidente, hanno superato la prova anche le liste provinciali del Partito Democratico di Cuneo e la lista Monviso. Per quanto riguarda invece la lista torinese del PD, il Tar ha accolto con riserva il ricorso.

“Premesso che bisognerà leggere attentamente le motivazioni della sentenza, la decisione del Tar conferma la piena legittimità formale e politica del mandato che ho ricevuto dagli elettori. La mia elezione non viene messa in dubbio, come non vi sono dubbi sul fatto che questa amministrazione possa continuare a svolgere la sua attività. Prendere ogni altra decisione sarebbe un tradimento nei confronti dei piemontesi”, ha dichiarato Chiamparino, nella conferenza stampa assieme ai suoi assessori, subito dopo la sentenza pronunciata dal Tar.

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