Chirurgia, bisturi in dotazione ormai non tagliano più

Se è vero che in Italia possiamo contare su eccellenze in campo medico che ci invidiano in tutto il mondo, è altrettanto importante che ogni medico venga messo nelle condizioni ideali per svolgere al meglio il proprio lavoro, e con i continui tagli alla Sanità pubblica, sembra ormai un’utopia avere a disposizione una sala operatoria degna di questo nome.

L’allarme arriva dalla Acoi, l’Associazione dei chirurghi ospedalieri italiani che ha ricevuto segnalazioni da migliaia di medici in tutta Italia: la ricerca di un prezzo sempre più basso ha ridotto in maniera drastica la qualità degli strumenti chirurgici al punto tale che “i bisturi in Italia non tagliano più”.

«Una situazione che è diventata nel corso degli anni preoccupante – sottolinea Diego Piazza, presidente dell’Acoi – nonostante il progressivo deterioramento della qualità dei dispositivi medici sia stato denunciato da tempo, a tutti i livelli, anche dalla nostra società’ scientifica. La continua ricerca del prezzo di mercato più basso, con criteri di valutazione spesso discutibili da parte delle commissioni regionali, ha determinato un livellamento verso il basso della qualità. Il prezzo non può e non deve essere l’unico criterio di valutazione, a scapito della qualità e della sicurezza».

L’apparente risparmio a monte non costituisce un investimento favorevole alle finanze della sanità, secondo l’esperto. “Si tratta di una scelta antieconomica – spiega Piazza -, perché per uno stesso intervento può essere necessario utilizzare più bisturi, cosa che non si verificherebbe con un buon bisturi che, al contrario, potrebbe essere utilizzato più volte durante lo stesso intervento”.

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