Chirurgia low cost: quello che è successo a venti ragazze
Tumore esofago asportato a Torino da un robot senza cicatrici

Se eticamente e moralmente sempre più uomini e donne non si fanno scrupoli a ritoccare le più svariate parti del proprio corpo, non tutti, a livello economico, ne hanno la possibilità concreta.

Rispetto a qualche decennio fa, la chirurgia estetica non è più riservata ai “ricchi” perché le richieste provengono da diverse fasce di reddito e sono più numerose (neanche a dirlo) da parte delle donne, che optano spesso per la mastoplastica additiva e per la liposuzione: gli interventi più richiesti in assoluto. L’85% dei pazienti sono donne che desiderano operazioni complesse oppure il famoso “ritocchino”, come i trattamenti botox anti-rughe.

Ma i prezzi sono comunque non indifferenti, per un ritocco al seno, si parte da 4500 euro circa. Per una liposuzione i prezzi vanno da 2.500 a 9.000 euro e non serve l’anestesia, perché la fosfatidilcolina diluita viene iniettata nel tessuto sottocutaneo senza recisioni. Per rimodellare e tirare su invece c’è la liposcultura dolce o profonda (da 1.000 a 5.000 euro). Una rinoplastica completa costa da 3.000 a 6.000 euro, mentre fare l’addominoplastica per eliminare i chili di troppo che si depositano sull’addome costa da 3.500 a 6.500 euro.

Molto diffusa, per abbattere i costi, è rivolgersi a cliniche e specialisti esteri: Brasile, Indonesia, Ucraina, Argentina sono solo alcune delle mete preferite da chi ricorre alla chirurgia estetica low cost. Dietro prezzi troppo bassi però possono nascondersi condizioni sanitarie precarie durante l’esecuzione dell’intervento, l’assenza di attrezzatura adatte che compromettono il risultato e la salute.

Chirurgia low cost: corpo rovinato per venti ragazze

Chirurgia low cost corpo rovinato per venti ragazze

Ma un risparmio che con garantisce i risultati lo si riscontra anche in molte cliniche italiane, come quella appena smascherata da Le Iene, che ha rovinato il copro di una ventina di ragazze.

Il caso raccontato dalla trasmissione dove 20 ragazze hanno raccontato cosa è successo loro dopo essersi rivolte ad un centro per delle protesi al seno, un centro che hanno denunciato. Non solo gli esiti sono stati disastrosi dal punto di vista estetico, ma sono anche dolorosi per le giovani.

Una ragazza, ad esempio, ha spiegato all’inviata de Le Iene Veronica Ruggeri, che i seni nuovi le fanno male e sembra che le “entrino nelle costole”. Ha pagato 3.200 euro, mentre solitamente un intervento di questo tipo costa circa 7000. Il prezzo è così basso perchè, le è stato detto dai “medici”, “noi abbiamo la nostra sala operatoria”, senza bisogno di affittarla, e con equipe medica fissa nella struttura.

A sorprendere davvero tuttavia è la modalità con cui queste donne sono state sottoposte alle visite: “Ci hanno chiesto delle foto tramite Whatsapp che sarebbero poi inviate al chirurgo, una volta ricevuto l’ok dal medico siamo andate subito in sala operatoria”. Arrivate in clinica le donne vengono sottoposte alla mastoplastica come in una sorta di catena di montaggio ma senza le dovute attenzioni: il risultato sono dei seni deformi.

Dinanzi a una situazione che ha del surreale e che niente ha a che vedere con la normale routine di una clinica di chirurgia estetica, Le Iene hanno consultato un esperto, affinché valutasse i seni delle ragazze operate: il professionista interpellato ha subito evidenziato numerosi errori grossolani. Ha poi aggiunto: ‘Non è possibile non visitare la paziente prima dell’intervento. Foto su whatsapp? Mancanza di serietà, cosa capisco dalle foto?’.

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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