Clan Casalesi, rapiti due bambini per ricattare il papà

Eleonora Gitto

Due bambini erano stati rapiti nel 2010 dal Clan dei Casalesi per ricattare il papà affinché non parlasse.

Il padre era in carcere, e, in cambio del suo silenzio, i bambini sarebbero stati salvi. L’uomo non doveva collaborare con gli inquirenti.

Questa e altre notizie scioccanti vengono fuori da una lunga e articolata inchiesta dei ROS, Raggruppamento operativo speciale, che ha portato all’arresto di ben diciannove persone per “associazione di tipo mafioso”, quella vera, non tipo Mafia Capitale.

L’operazione si chiama Azimut, e il Ministro dell’Interno Angelino Alfano l’ha definita “un’altra importante operazione contro la Camorra, che rafforza la fiducia tra lo Stato e i cittadini”.

Alfano ha anche aggiunto che “i cittadini non sono soli e lo testimoniano l’impegno e la professionalità con cui i Carabinieri dei ROS e di Caserta, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, conducono le attività di contrasto alla Camorra e in particolare al clan dei Casalesi”.

Il rapimento dei due bimbi, trattenuti per due giorni, aveva sortito l’effetto sperato. Il tempo necessario perché la moglie di Massimo Alfieri riferisse in carcere al marito della cosa.

Subito dopo c’è stata la capitolazione di Alfieri, il quale non ha fornito più nessun supporto come pentito agli inquirenti.

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