Cocaina, sempre più neonati affrontano le crisi di astinenza

I neonati dovrebbero solo conoscere l’amore dei genitori e dei parenti, ed invece sono costretti a vivere fin dalle prime ore terribili crisi di astinenza.
Vi sembra assurdo, incredibile ed ingiusto?

Lo è, ma è proprio così, dato che se le madri assumono droghe durante la gravidanza, i neonati ne pagano le conseguenze alla nascita.

In questi giorni, ad esempio, ben quattro bambini sono ricoverati nella terapia intensiva neonatale del policlinico Casilino di Roma, per lo stesso identico motivo: sono positivi alla cocaina.

Questi bambini appena nati devono assumere il metadone per essere disintossicati dalla tossicodipendenza subita ancor prima di nascere. Infatti, le donne che assumono droghe, e in questo caso cocaina, non si fermano neppure durante la gravidanza.

I dati parlano chiaro: il fenomeno non riguarda solo Roma, ma è una pratica diffusissima da nord a sud del paese, con casi sempre più numerosi anno dopo anno.
Piermichele Paolillo, primario al Casilino, spiega che di solito i bambini con questi problemi «all’inizio stanno bene, la sindrome di astinenza neonatale inizia dopo un po’.

Il bambino diventa agitato, irritabile e bisogna usare barbiturici per sedarlo».
Se il neonato non ha sintomi particolari, fondamentale per intercettare il problema, spiega Paolillo, è il ruolo delle ostetriche che anche durante il parto colgono segnali nel comportamento dei genitori.

«Spesso quando parliamo con le coppie a rischio, ci danno giustificazioni. Dicono di aver preso un po’ di coca qualche giorno prima a una festa, o magari di aver assunto eroina “ma fumandola, non iniettandola”. Questa è la situazione, e siamo consapevoli del fatto che certamente ci sfuggono dei casi», conclude il primario.

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