Congo, 51 enne italiano è morto di malaria

La Malaria è una patologia causata da quattro distinti protozoi, appartenenti al genere Plasmodium, che si trasmettono all’uomo attraverso la puntura di zanzare femmine del genere Anopheles. Questi insetti vettori possono infettarsi pungendo un individuo malato e trasmettere l’infezione ad una persona sana con una seconda puntura.

Quando una zanzara infetta punge un individuo sano, i parassiti entrano nel circolo ematico, migrano verso il fegato e penetrano negli epatociti, dove proliferano pressoché indisturbati. Dopo questo periodo di attiva proliferazione, che dura all’incirca 2-4 settimane, i parassiti figli fuoriescono dalle cellule epatiche, invadono il circolo sanguigno ed entrano nei globuli rossi.

Nel giro di pochi giorni migliaia di parassiti vengono rilasciati quindi dal fegato nel sangue, dove distruggono i globuli rossi, ed il processo si ripete più volte. Alcuni di essi rimangono nel fegato e continuano a moltiplicarsi, rilasciando a loro volta altri parassiti nel sangue, a cicli di pochi giorni.

La terapia preventiva e curativa della malaria si effettua somministrando farmaci opportuni, quali la clorochina (spesso inefficace per la presenza di parassiti resistenti), il chinino solfato – cloridrato ed i derivati della artemisinina; altresì importante risulta la profilassi ambientale ed individuale, sia di tipo generale che farmacologico.

Quando si utilizzano i medicinali nel modo corretto i soggetti vengono curati e tutti i parassiti della malaria vengono eliminati dall’organismo; in assenza di trattamento, o quando questo viene interrotto o somministrato in modo incompleto, l’infezione può persistere; si verifica inoltre sempre più spesso una certa resistenza del parassita ai farmaci. In queste condizioni è possibile andare incontro a recidive e riattivazioni.

Congo, 51 enne italiano è morto di malaria

Congo 51 enne italiano morto di malaria

La malaria è ancora oggi una delle principali cause di morte nel mondo, anche se ormai praticamente assente nei Paesi occidentali. Viaggiando in Paesi tropicali in via di sviluppo esiste però il concreto rischio di essere contagiati.

E di questo male è morto anche un nostro connazionale, un impresario thienese ucciso dalla malaria in una cittadina del Congo.

L’ultimo contatto con la famiglia, l’uomo originario di Centrale di Zugliano, l’aveva avuto una decina di giorni fa.

A raccontare la tragedia sua figlia, avvisata dalla Polizia di Bassano dell’improvvisa scomparsa del padre.

«Dai primi giorni di dicembre – racconta la giovane – mio padre si trovava nello stato africano per lavoro. Non so esattamente di che cosa si stesse occupando. Sono riuscita a parlare con lui una decina di giorni fa e mi aveva detto di aver contratto la malaria, ma mi ha anche assicurato che aveva iniziato a curarla».

«Gli agenti mi hanno semplicemente riferito che mio padre era morto il giorno prima – spiega la figlia – Non sono in possesso dei referti medici, ma quasi sicuramente le cause del decesso sono riconducibili alla malattia».

«All’inizio – ricorda la figlia – non ci sono sintomi, poi quando ha accusato una sorta di influenza, si è rivolto subito ai medici che gli hanno diagnosticato la malaria».

Non è ancora chiaro se, prima di affrontare il viaggio nel paese africano avesse effettuato la profilassi antimalarica.

«Ho avviato le procedure per il rimpatrio della salma, ma al momento non mi è stato ancora comunicato quando avverrà», ha concluso la figlia. «Mio padre era una persona solare, propositiva e sempre scherzosa. Affrontava la vita con il sorriso e trasmetteva felicità».

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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