Da Milano la maschera antismog che spopola in oriente

Eleonora Gitto

Arriva da Milano la maschera antismog che spopola in oriente.

L’illuminazione l’hanno avuta un paio di trentacinquenni meneghini, Stefano Bossi e Tommaso Puccioni, proprietari di un’impresa a Quarto Oggiaro: si sono messi a guardare e a riflettere su alcuni ciclisti che si muovevano nel traffico cittadino con mascherine che assomigliavano a quelle da sala operatoria.

Non c’è dubbio che la mascherina è utile, ma del tutto antiestetica. Di qui l’idea di renderla gradevolmente indossabile, senza pensare che chi va in bicicletta con i vecchi attrezzi sia un chirurgo che ha fatto tardi all’appuntamento con un’operazione e si prepara già in bicicletta.

In fondo un’intuizione come tante altre. E invece ha avuto un successo importante.

In pochi giorni sono stati venduti oltre diecimila pezzi al modico prezzo, peraltro, di 19 euro. Ma si continuano a raccogliere ordini a Taiwan, Hong Kong, in Corea del Sud.

E non è detto che la nuova mascherina fashion non si diffonda anche sul mercato cinese, dove potrebbe avere un successo clamoroso, visto che in bicicletta da quelle parti ci vanno tutti e moltissimi hanno bisogno di mascherine antismog, ma se possibile non orribili a vedersi.

Vediamo quello che succederà nei prossimi mesi.

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