D’Alema, gli errori di Renzi che affossano il PD

Non è certo un bel periodo per il sindaco di Roma, Ignazio Marino, che oltre ad essere coinvolto nell’inchiesta “Mafia Capitale”, si è trovato nel mirino di Grillini e oppositori che ne chiedono la testa, e persino il Premier Renzi non si è risparmiato qualche frecciatina di troppo.

In difesa di Marino si è schierato pubblicamente nelle ultime ore Massimo D’Alema, che in una intervista al Corriere della Sera, ha detto: “alcune delle dichiarazioni attribuite a Renzi in questi giorni mi hanno preoccupato perché sembrano voler dividere anziché unire. Che senso ha dire: Marino deve avere paura? Renzi è il capo del governo e il segretario del partito”.

D’Alema in sostanza non condivide la posizione liquidatoria di Renzi: “Marino – osserva – è in una tempesta, indebolirlo e lasciarlo a se stesso non va”.

Ma nella stessa intervista l’ex premier non ha lesinato un’analisi politica degli errori del Pd e del suo dirigente: “Il fatto più grave? Tanti militanti e dirigenti hanno abbandonato il partito negli ultimi mesi e anziché capire che questo era il segno di un distacco progressivo di una parte importante dell’insediamento storico della sinistra, si è reagito con un atteggiamento sprezzante che ha finito per radicalizzare un sentimento negativo verso il Pd”.

Naturalmente la colpa è di Renzi: “il Renzi 1 – osserva ancora D’Alema – è quello che ha portato il Pd unito alle Europee” poi però “si è illuso di avere oramai vinto e di poter fare da solo, ma ha finito per deludere molte delle speranze che aveva suscitato”.

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