De Luca e De Magistris, caos degli impresentabili

Nelle scorse ore erano iniziati a circolare i nomi dei primi quattro cosiddetti “impresentabili”, tutti pugliesi, cioè i candidati alle prossime elezioni Regionali 2015 che non sarebbero dovuti essere candidati, per la loro fedina penale sporca e le loro collusioni con la Mafia.

C’è una legge approvata dal Parlamento, la Severino, che dice che no, non ci si può candidare, se si è stati condannati, eppure i candidati condannati, soprattutto in Campania, sono la maggioranza ed ora è caos: vi sarebbe una sentenza, non ancora depositata ma anticipata da indiscrezioni di stampa, della Corte di Cassazione che assegnerebbe la competenza in materia di ricorsi contro l’applicazione della legge Severino alla magistratura ordinaria anzichè alla giustizia amministrativa.

Nell’occhio del ciclone è finito in primis il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, che però si dce molto tranquillo, temendo come unica cosa “l’imbecillità che caratterizza tante volte il dibattito pubblico del nostro Paese”.

Renzi “ha chiaramente definito la Severino un problema superabile, confermando che chi viene scelto dai cittadini con un voto democratico potrà serenamente governare. Rimaniamo sui problemi dei cittadini. Prepariamoci a far rinascere la Regione dell’immobilismo e dei 400 consulenti inutili”, dichiara ancora in una nota Vincenzo De Luca: “Sono alla disperazione. Se la Cassazione stabilisce che la competenza è del tribunale ordinario, piuttosto che del Tar, per noi non cambia assolutamente nulla”.

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, anch’esso tirato in ballo in merito alla sentenza della Cassazione sulla legge Severino, ha così dichiarato all’Ansa: “Ancora una volta sulla mia vicenda si registrano anomalie e macroscopiche violazioni di legge quale un’anticipazione di Camera di Consiglio prima che vengano depositate le motivazioni. Non so se abbia precedenti, ma lo ritengo estremamente grave”.07

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