Depressione, il test di Google che aiuta a interpretare i segnali
Depressione, il test di Google che aiuta a interpretare i segnali

Google ci aiuta per diagnosticare la depressione: come interpretare i segnali.

Sarà che oggi giorno ci sentiamo tutti un po’ depressi, ma senza dubbio la depressione, con tutte le sue conseguenze, sta diventando una patologia da non sottovalutare.

Ma che cos’è la depressione? Sul vocabolario è scritto che la depressione è un disturbo dell’umore. Ma è riduttivo e semplicistico parlare di depressione solo in questi termini. Ma noi qui ci occuperemo solo dei sintomi, sono questi infatti che hanno fatto accendere la lampadina a Big G.

Si stima che in Italia ben 4 milioni di persone soffrano di depressione. Il disturbo, infatti, presente moltissime sfaccettature, manifestazioni esteriori della più varia natura che non sempre è facile interpretare.

Generalmente chi presenta i sintomi della depressione mostra e prova frequenti e intensi stati di insoddisfazione e tristezza e tende a non provare piacere nelle comuni attività quotidiane. Le persone che soffrono di depressione vivono in una condizione di costante malumore e con pensieri negativi e pessimisti circa sé stessi e il proprio futuro.

Tuttavia questa malattia non è facile da diagnosticare se non ci si rivolge a un medico competente. Ecco che allora ci viene in aiuto uno strumento informatico, Google, che può essere importante per capire molte cose.

Depressione test di google per interpretare i segnali

Depressione test di google per interpretare i segnali

Google mette a disposizione un nuovo strumento diagnostico che ci fa sapere se determinati sintomi siano riconducibili proprio alla depressione, e non a un semplice e passeggero status mentale riconducibile a tristezza o malinconia.

In buona sostanza si tratta di un questionario, chiamato Clinical Depression. Al momento, il tutto è disponibile in lingua inglese, ma a breve sarà sicuramente tradotto in altre lingue.

Il test, altrimenti detto pure PHQ-9, è stato testato e validato naturalmente da un’equipe di esperti, e quindi ha una sua indubbia validità.

Fra i parametri che sono considerati dal test, ci sono ad esempio il livello di energia, il livello di concentrazione, l’appetito. Peraltro, si pone anche un problema di privacy, e quindi Google stesso ha preso la decisione, visto che i dati raccolti hanno natura personale, di cancellare le risposte subito dopo che il test è stato effettuato.

Sulla questione, la National Alliance on Mental Ilness, partner di Google per l’occasione, ha avuto occasione di comunicare: “Per contribuire a sensibilizzare alla consapevolezza di questa condizione, abbiamo collaborato con Google per fornire un accesso più diretto agli strumenti e alle informazioni alle persone che potrebbero soffrire di depressione”.

Dal canto suo, Google stessa ha avuto modo di dichiarare in una propria presa di posizione: “Crediamo che la consapevolezza della depressione possa contribuire a potenziare e educare tutti consentendo un accesso più rapido al trattamento. E questo strumento può aiutare”.

Quindi non una sostituzione del medico, ma uno strumento importante per aiutarci a capire se ricorrono le condizioni per rivolgerci al medico stesso, e se la nostra sia una condizione mentale transitoria.

Prima quindi di rivolgerci al medico, di base o specialistico che sia, una scrematura importante potrebbe operarla proprio il questionario Clinical Depression.

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