Dieci persone a processo per l’eredità di Alberto Sordi

Come tutti sapranno, il grande Alberto Sordi, uno dei più grandi attori del dopoguerra italiano, si è spento senza lasciare eredi, mogli o figli, se non sua sorella Alberta.

Nella sua lunga carriera l’attore ha saputo mettere da parte un ingente patrimonio, naturalmente passato integralmente alla congiunta: questa si è spenta anch’essa nell’ottobre dello scorso anno, ma diverse persone sono ora imputate per averla raggirata, cercando di sottrarle quanto più denaro possibile.

Dieci persone sono state rinviate a giudizio per il presunto raggiro orchestrato ai danni della sorella di Alberto Sordi, Aurelia: lo ha deciso il gup Costantino de Robbio accogliendo le richieste del pm Eugenio Albamonte.

Il processo è stato disposto per Arturo Artadi, autista di Alberto Sordi e factotum della famiglia, gli avvocati Francesca Piccolella e Carlo Farina ed il notaio Gabriele Sciumbata, tutti imputati per circonvenzione di incapace. Altri sei dipendenti della famiglia Sordi sono accusati di ricettazione.

Arturo Artadi, autista e factotum della famiglia Sordi, gli avvocati Francesca Piccolella e Carlo Farina ed il notaio Gabriele Sciumbata, sono imputati in relazione alla delega firmata ad Artadi da Aurelia Sordi, unica erede di Alberto, per l’amministrazione dei suoi conti correnti, mentre gli altri erano invece destinatari di donazioni provenienti dal patrimonio di Alberto Sordi, per un valore che va dai 150 mila ai 400 mila euro, per un totale di 2,5 milioni di euro equivalenti a circa il 20% del patrimonio ereditato da Aurelia Sordi.

Già quando la donna era ancora in vita era sorta una clamorosa disputa intorno all’ingente patrimonio che le aveva lasciato l’attore, e Aurelia nell’ultimo periodo era stata dichiarata incapace di intendere e di volere, proprio per il sospetto che alcuni dipendenti a lei più vicini tentassero di raggirarla per appropriarsi dei suoi beni.

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