Donazzan trasforma un furto di bici in una guerra razzista

Una serata certamente non piacevole per l’assessore Elena Donazzan che, uscita da un ristorante in centro a Sanremo, ha l’amara sorpresa di non ritrovare la sua mountain bike, rubata mentre lei era a cena.

Uno sfogo quindi, sui social network naturalmente, ci sta tutto, ed è concesso a tutti i comuni mortali, ma forse lei ci è andata giù troppo pesante, trasformando l furto in una questione prima etnica e poi razzista.

Una cronaca dettagliata della serata quella che fa la Donazzan, che dopo aver raccontato in primis lo sconforto e la rabbia per non aver trovato la bici, così continua il suo racconto: «Sopra c’è un magrebino di m… », riferisce su Facebook «lo blocco, questo scappa e io come una pazza urlo che il bastardo l’avevo individuato. A quel punto è guerra. Il patriota Vittorio inforca la mia bici e grazie alle segnalazioni di una ragazza di Perugia che si ferma con la sua auto – certamente una Patriota in questa guerra tra stranieri ladri, malviventi e noi italiani – si mette a caccia della sua Specialized e dell’altro bastardo. In mezzo al buio, in una zona distante dal centro becca tre magrebini, si fa giustizia da solo e riporta a casa la bici tra lo stupore dei noleggiatori autoctoni. Risultato: Magreb 0 Italia 2 (le nostre mountaini tornate a casa). Diciamo che i magrebini non avranno più tanta voglia di derubarci se avranno il dubbio che vi sia un Patriota Camerata pronto a farsi giustizia»: conclusione: «Viva l’Italia e gli italiani che non piegano la testa».

Noi lasciamo a voi ogni giudizio di sorta.

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