Ecco come la National Security Agency sorveglia i suoi cittadini

Col passare degli anni cambiano le modalità e i mezzi, ma non i fini: da sempre i governi hanno cercato di spiare le conversazioni e i dati personali dei propri utenti.

Nei giorni scorsi abbiamo potuto appurare come siano cresciute esponenzialmente le domande presentate dai governi al social network Twitter, per ottenere dati confidenziali e protetti dalla privacy, della sua utenza, ed ora un’altra notizia inquietante è emersa.

La ” AT&T”, uno dei più grandi operatori di telefonia degli USA, ha ampiamente aiutato gli la National Security Agency (NSA) a realizzare i suoi programmi sulla sorveglianza elettronica per un decennio, stando a quanto ha raccontato il “New York Times”.

Il quotidiano newyorkese sottolinea la relazione «unica e particolarmente produttiva» tra la compagnia di telecomunicazioni e la National Security Agency, in base ai documenti riservati diffusi dalla talpa Edward Snowden sui programmi di sorveglianza in cui si parla di migliaia e migliaia di indirizzi di posta elettronica che passati alla Nsa dalla AT&T, che fornì assistenza tecnica per spiare le comunicazioni via internet della sede dell’Onu.

Secondo quanto rivelato dal giornale americano, il programma di collaborazione tra l’agenzia e la compagnia telefonica si chiamava Fairview e fu fissato già nel 1985, ma è dal 2011 che si è fatto più efficace e solo nel 2011 esso è costato al governo 188,9 miliardi di dollari. Il periodo in cui il rapporto Nsa-AT&T si sarebbe fatto più produttivo è, in base ai documenti ritrovati, quello compreso tra il 2003 e il 2013.

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