Expo di Milano, dopo il coccodrillo si mangia la zebra

L’expo di Milano continua a riservare sorprese, più o meno gradite, in primis sul fronte enogastronomico, coi piatti tipici dei vari paesi del mondo che stanno riscuotendo un successo incredibile, soprattutto quelli più lontani dalla nostra cultura.

Dopo il successo dei panini fatti con la carne di coccodrillo, con 10 mila panini consumati in soli 10 giorni, è la volta della carne di zebra, ed anche questa, dopo una perplessità iniziale, sembra riscuoterà ampi consensi.

A proporre il panino esotico è lo Zimbabwe nel suo spazio al Cluster dei Cereali e Tuberi. Lo zebraburger si può gustare al meglio con la bevanda tradizionale al baobab. Con i mille chili di carne di zebra arrivati in questi giorni a Milano di panini alla zebra ne verranno cucinati circa 10mila.

«In Italia può suonare strano, in Zimbabwe lo si trova facilmente. Magari non lo si mangia tutti i giorni ma c’è. Come il capriolo o il cinghiale appunto», spiega Georges El Badaoui, libanese d’origine e in Italia da tanti anni che non è solo il console dello Zimbabwe, ma anche il fantasioso importatore a Expo di carni particolari.

Le zebre usate sono di una razza particolare, allevata apposta. La carne di zebra avrebbe un sapore “a metà” tra quella di cinghiale e quella di cavallo, e – a differenza della carne di coccodrillo – non ha avuto bisogno di autorizzazioni particolari, perché proviene da macelli già autorizzati dell’Unione europea, dove già si mangia la zebra.

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