Fabri Fibra tra grandi successi e dipendenza dalla marijuana

Fedez è senza dubbio uno dei rapper più amati in Italia, forse tra i più conosciuti visti i numeri che i suoi concerti riescono a far registrare, ma non è certamente l’unico, nel nostro paese, rappresentante del genere.

All’opposto troviamo Fabri Fibra, pseudonimo di Fabrizio Tarducci, che con “Fenomeno” ha conquistato le vette delle classifiche, ed ha raggiunto record di download, di airplay radiofonici e di visualizzazioni su Vevo, piattaforma in cui il video ufficiale ha già conquistato oltre sette milioni di click.

Diversi importanti artisti sono stati coinvolti nella fatica hiphop del rapper e produttore cinematografico italiano, come gli astri nascenti dell’indie pop Thegiornalisti, i super produttori Takagi & Ketra, i vecchi amici di Fibra Big Fish, Bassi Maestro e Shablo, ma anche lo scrittore Roberto Saviano, interessato in quanto promotore di un’iniziativa volta alla legalizzazione della cannabis.

Uno stile, il suo, opposto a quello di Fedez, che lui critica aspramente:«Fedez prende soldi dai vecchi della tv, ma in ogni circo serve una scimmia che balla».

L’invito rivolto ai millennials è il filo conduttore dei diciassette brani contenuti nell’album: «Io sento spesso dire, soprattutto dai grandi, ‘Non c’è spazio per i giovani, diamo spazio ai giovani’, e anche ‘Fuori non c’è più lavoro, inventati un lavoro’. Poi dicono ‘E però voi giovani state sempre su internet’. Ma i giovani stanno inventando un lavoro su internet. Gli Youtuber, i blogger…  Stai davanti a una telecamera a fare un fenomeno. Oggi sei costretto a fare il fenomeno per portare i soldi a casa».

Da oggi, inoltre, è in radio “Pamplona”, secondo singolo di Fabri Fibra estratto proprio dal nuovo disco, che vede la collaborazione con i Thegiornalisti, la band capitanata da Tommaso Paradiso.

Fabri Fibra ha inoltre diffuso il video di “Pamplona”. Nella clip, diretta da Cosimo Alemà e ambientata a Trieste tra il Porto Vecchio e i magazzini abbandonati, Fibra e Paradiso cantano tra scenari che richiamano gli anni Settanta.

Intervistato dalla rivista Rolling Stone, il rapper ha inoltre parlato della sua dipendenza dalla marijuana. “Quante canne mi faccio al giorno? Di giorno poche, la notte un casino, una fumeria. Vuoi sapere un numero? Sette. Sette canne a notte. Io per dormire fumo il fumo. Per registrare, per scrivere, fumo erba”, ha confessato.

Ma la marijuana è anche la sua più grande paura: “La mia più grossa paura è continuare a vivere con la dipendenza dalla marijuana. Ho un casino, vorrei essere libero adesso. Non ce la faccio più, mi sono rotto i coglioni. E per questo, in realtà, vorrei che si legalizzasse. Però, porca puttana, sono tormentato, sono così un 40enne tormentato. Soffro di insonnia da morire, se non fumo non dormo, non mangio, non cago, non scrivo, non ascolto la musica. Questa è la mia grossa paura, vivere con questo problema. Basta”.

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