Fabrizio Corona, ecco quanto riusciva a guadagnare in nero

Dai racconti dei testimoni si va sempre più delineando la figura di un uomo fragile, ossessionato dal denaro e dal desiderio di possederne il più possibile per sentirsi appagato e soddisfatto, ma allo stesso tempo anche quello di uomo capace di trasformare qualsiasi cosa toccasse in oro, riuscendo a guadagnare in un mese quello che un comune mortale guadagna in dieci anni.

Continua a Milano il processo all’ex re dei paparazzi Fabrizio Corona in merito ai quasi 2,6 milioni di euro in contanti trovati in parte in Austria e in parte in un controsoffitto della casa della sua collaboratrice Francesca Persi.

A stimare il giro d’affari in nero dell’ex re dei paparazzi, durante il processo a suo carico, ci ha pensato Andrea Perini, il commercialista consulente della difesa Corona, chiamato in aula a testimoniare: Corona è riuscito a guadagnare 1,2 milioni in meno di 9 mesi, più di 130mila euro al mese, tra serate nei locali e nelle discoteche e “altri compensi non fatturati”.

Una spiegazione in linea con la tesi della difesa che ha sempre evidenziato le grosse somme in nero percepite da Corona e che sostiene che si è trattato al massimo di una questione fiscale.

Le sue società, tuttavia, ha aggiunto il testimone, tra il 2008 e il 2017 hanno versato “quasi 6 milioni di imposte” e di questi “oltre 500mila euro sono stati pagati dopo l’ottobre del 2016”, ossia dopo che Corona è tornato in carcere.

In aula ha poi voluto parlare anche Corona, con una lunga dichiarazione spontanea in cui, in sostanza, ha spiegato che “io aveva solo bisogno di tempo per sanare la mia posizioni fiscale, ho pagato tasse anche dalla galera e nessuno l’ha mai fatto, aspettavo solo il giorno per sistemare tutto”. E ancora: “Io ho fatto lavorare una marea di gente e fatto una marea di soldi, ma nei miei comportamenti c’è l’assoluta mancanza di dolo nel commettere reati”.

Il processo a carico dell’ex agente fotografico e della sua collaboratrice Francesca Persi proseguirà il prossimo 6 giugno con gli ultimi testi, con la requisitoria del pm e con l’intervento del primo difensore di Corona, l’avvocato Luca Sirotti. L’8 giugno parlerà, invece, l’altro legale, Ivano Chiesa e poi per il 12 giugno è prevista la sentenza.

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