Fabrizio Corona giustzia con un anno di carcere

Una storia a lieto fine? Non proprio, dato che comunque è stato condannato a un anno di reclusione, ma per sua fortuna altre due accuse sono cadute, e quindi molto presto potrà tornare dalla sua famiglia, dalla sua fidanzata e alla sua vita tra lussi e agi, ben differente da quella che sta vivendo dietro le sbarre negli ultimi mesi.

Fabrizio Corona è stato condannato a un anno di carcere dal Tribunale di Milano per sottrazione fraudolenta delle imposte, ma è stato, invece, assolto per altri due reati, tra cui, quello più grave, di intestazione fittizia dei beni in relazione ai 2,6 milioni di euro che secondo la Procura, aveva nascosto al fisco nel controsoffitto della sua collaboratrice Francesca Persi.

Alla lettura della sentenza ha sbattuto i pugni sul tavolo e ha esultato: “Giustizia è fatta”.

“Non voglio esser polemico ma ho vissuto una messa in scena dell’assurdo. Il pm non ha portato alcuna prova. Bastava il mio nome per accusarmi. Le analisi delle mie società sono state superficiali. Molto rumore per nulla quando hanno detto che mi avevano sequestro soldi della mafia. Nei miei confronti una persecuzione. Ho subito più di 50 processi e una sola sentenza definitiva. Ogni volta che si parla di me è tutto sproporzionato, abnorme. Ogni volta i carabinieri mi fermavano cercando il minimo cavillo per avere un po’ di notorietà. Se non avessi chiamato io la polizia non avrebbero mai trovato i contanti e non saremmo qui”, aveva dichiarato alla vigilia della sentenza.

Corona aveva quindi chiesto ai giudici di restituirlo alla sua ‘piccola famiglia’ composta dal figlio quattordicenne, dalla mamma “che comincia ad essere anziana”, e dalla fidanzata ” che è molto giovane – ha detto Corona- ma che ha fatto per me quello che non ha mai fatto nessuna donna”.

«Corona resta in carcere perché il Tribunale di sorveglianza ha revocato il suo affidamento, ma, essendo venuto meno il mandato di cattura, le cose cambiano di molto. Fabrizio riprenderà, quindi, il suo percorso», ha spiegato l’avvocato Ivano Chiesa. «Sono felice, felicissimo – ha aggiunto il legale – continuo a ridere e sono anche un po’ distrutto, perché Fabrizio, subito dopo la lettura della sentenza, mi ha riempito di botte e mi ha detto “sei fortissimo”. Avevo detto che il giudice Salvini era un fuoriclasse e così è stato. Già sei mesi fa, ha aggiunto rivolto ai cronisti, aveva detto che non esisteva il reato di intestazione fittizia e che Fabrizio non c’entra niente con la mafia e nemmeno con la criminalità organizzata».

A “Pomeriggio 5”, la felicità della compagna Silvia Provvedi: “Finalmente una soddisfazione. Finalmente la verità è venuta fuori. Abbiamo lavorato a lungo perché finisse così”.

“Spero gli diano l’affidamento in prova – si spinge a suggerire la sua ragazza – Se lo meriterebbe”. Quindi conclude: “Amo la persona con cui sto, è speciale e merita la libertà. Sono stati mesi molto difficili nei quali abbiamo litigato anche parecchio, ma li abbiamo superati. Bisogna lottare per ciò in cui si crede: io ci ho messo l’anima, ho lottato come donna e come fidanzata. Spero sia fuori molto presto”.

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