Fabrizio Corona, la comunità lo ha trasformato in un uomo nuovo

Per i suoi detrattori la sua condanna è stata giusta ed esemplare, per i suoi sostenitori è stato trasformato nel capro espiatorio per deviare l’attenzione da uomini che si sono macchiati di reati ben più gravi e deprecabili.

Fatto sta che Fabrizio Corona, dopo la sua condanna, la prigionia, e il trasferimento nella comunità di Don Mazzi, si sente un uomo nuovo, trasformato, e non esita a dichiararlo dinanzi ai giudici.

“Mi è stata data un’opportunità e vi ringrazio molto, datemene un’altra, sono un uomo nuovo e ve lo dimostrerò, fidatevi di me”: così Corona, in un’udienza a porte chiuse, si è rivolto ai giudici della Sorveglianza per chiedere che venga da loro confermato l’affidamento in prova ai servizi sociali che gli è stato concesso a giugno.

“Il Fabrizio Corona che conoscevate voi prima, non c’è più”, ha poi spiegato l’avvocato Ivano Chiesa, che difende l’ex fotografo dei vip assieme al legale Antonella Calcaterra. Il difensore ha spiegato, tra l’altro, che “le relazioni scritte dal Sert e dall’Uepe sono tutte favorevoli e dicono addirittura che potrebbe uscire dalla comunità e proseguire nell’affidamento sul territorio, senza essere legato alla comunità”.

Il sostituto pg Antonio Lamanna ha dato parere favorevole alla prosecuzione dell’affidamento nella comunità di Don Mazzi. Il Tribunale si è riservato. Se dal Tribunale di Sorveglianza dovesse arrivare un “no” alla conferma dell’affidamento in prova, ha spiegato il suo difensore Ivano Chiesa, “Fabrizio dovrà tornare in carcere a Opera”.

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