Federico Moccia, dal set dritto in tribunale

Redazione

Purtroppo stavolta non c’è nessun set o palcoscenico: Federico Moccia si trova a fronteggiare un’accusa molto seria, che potrebbe costargli molto seria.

A quanto pare infatti dietro ‘Scusa se ti chiamo amore‘, il film del 2008 diretto da Federico Moccia che è anche autore del romanzo omonimo, c’è un’evasione fiscale da un milione e 400mila euro: ne sono convinti i pm della Procura di Roma, che – riferisce il Corriere.it – hanno interrogato in aula lo scrittore, accusato di aver gonfiato le spese per il lavoro di preparazione del film indicando prestazioni mai ricevute nella dichiarazione dei redditi.

Moccia, interrogato in aula, si è difeso sostenendo di essere stato già “assolto, come provano anche gli assegni a riscontro dei pagamenti”. Un’affermazione che, riferisce ancora il quotidiano di via Solferino, è stata replicata dalla giudice Anna Maria Pazienza: “Mi mancano ancora tutti gli estratti conto”.

All’epoca dei fatti, per la preparazione si rivolge a due società: la MR Trade e la Emmebi srl cui affida, attraverso la sua ditta individuale «Federico Moccia», il compito di effettuare interviste in tutta Italia a persone di diversa età per avere diversi punti di vista necessari a creare la sceneggiatura.

Quando la Guardia di finanza si presenta in quella che dovrebbe essere la sede della MR Trade, trova un magazzino, e scattano così gli accertamenti sulle ricerche di mercato pagate con tre fatture da  444 mila euro a inizio del 2008.

La sentenza è attesa per il prossimo maggio.

Next Post

Luciana Littizzetto, Natale triste senza suo padre Pietro

Come ogni anno si è seduta sul bancone di Fabio Fazio, a Che tempo che fa, e ha letto la sua letterina a Babbo Natale, sbeffeggiando la politica odierna e usando quel suo sarcasmo amaro capace di scatenare anche una seria riflessione dietro la risata istantanea Eppure questo non sarà […]
Luciana-Littizzetto-Natale-triste-senza-suo-padre-Pietro