Firenze, fuga rocambolesca dal carcere di Solliciano
Firenze, fuga rocambolesca dal carcere di Solliciano

A Firenze tre detenuti evadono in modo rocambolesco dal carcere di Solliciano.

“Fuga da Solliciano”, potrebbe essere un titolo di un film, invece è accaduto davvero: intorno alle ore 20.00 del 20 febbraio tre romeni si sono calati dal muro di cinta utilizzando il tradizionale lenzuolo.

Insomma, una fuga da manuale quella avvenuta a Solliciano nel quartiere della periferia sud-ovest di Firenze, che un po’ ci fa sorridere e un po’ ci indigna.

Per i tre romeni, Ciocan Danut Costel, Bordeiano Costel e Doncin Constantin Catalin, finiti in carcere per furto, la fuga è stata un gioco da ragazzi. Le ricerche sono scattate immediatamente: Polizia, Carabinieri, Polizia Penitenziari hanno attivato immediatamente i posti di blocco.

I tre hanno prima divelto le sbarre della loro cella nella prima sezione e, poi si sono calati dal muro di cinta del carcere grazie utilizzando uno o più lenzuola annodate tra loro.

La circostanza è così scontata e romanzata che non possiamo fare a meno di chiederci come mai dal penitenziario di Sollicciano sia possibile evadere con tanta facilità. La risposta la fornisce Donato Capece del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria: “Il muro di cinta non è sorvegliato perché è stato chiuso in quanto pericolante, è venuto giù tutto il parapetto del muro di cinta e non è stato fatto niente per essere ristrutturato e messo in sicurezza”.

“Già in gennaio – continua Capece – avevamo fatto una nota segnalando il pericolo che ci poteva essere. In quella zona anche la pattuglia automontata non ci può andare perché l’area è chiusa”.

Giuseppe Proietti Consalvi, vice segretario Generale dell’Organizzazione sindacale autonoma Polizia Penitenziaria (O.S.A.P.P.), aggiunge: “L’Amministrazione Penitenziaria, oltre a fare sopralluoghi, non ha provveduto a porre in essere soluzioni al problema denunciato”.

 

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