Formigoni, con Daccò e Simone solo scambi tra persone amiche

L’ex presidente della Lombardia Roberto Formigoni è imputato per associazione per delinquere e corruzione assieme, tra gli altri, all’ex assessore regionale Antonio Simone e al faccendiere Pierangelo Daccò, nell’ambito del processo  Maugeri.

Nel corso di un’udienza tenutasi nelle scorse ore, Formigoni ci ha tenuto a ribadire la sua posizione: “e se non avessi conosciuto Dacco’ e Simone questo processo non sarebbe mai iniziato”, dice ai giudici della decima sezione penale l’ex presidente, sottolineando come tutto quelo che gli è stato concesso è stato elargito “in amicizia”.

Secondo l’accusa nei 14 anni che vanno da 1997 al 2011 l’ex governatore per la Procura sarebbe stato al vertice di un’organizzazione che avrebbe drenato dalle casse della Fondazione Maugeri 61 milioni di euro. Soldi che sarebbero serviti anche per pagare benefit di lusso all’ex governatore per circa 8 milioni di euro, tra cui viaggi aerei, vacanze ai Caraibi.

Per Formigoni invece, che ha deciso di rilasciare dichiarazioni spontanee, “non si tratta di utilità ma di scambi tra persone che sono amiche”. «La legittimità dei miei atti da presidente della Regione Lombardia è incontestabile», ha spiegato poi in aula Formigoni, sottolineando di non avere «mai emanato atti in favore» di gruppi o ospedali e ha voluto spiegare che la Procura di Milano «si è concentrata sui rapporti personali con Daccò e Simone».

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