Fratelli D’Italia, propaganda antigender usando una vittima dell’omofobia

Dinanzi a una notizia del genere noi non ce la sentiamo di sminuirla definendola “gaffe”: quanto realizzato dal partito politico Fratelli D’Italia è un gesto dettato da superficialità e probabilmente da mola ignoranza.

Senza entrare nel merito di una tematica difficile da condividere, Fratelli d’Italia ha tappezzato le strade di Trento con dei volantini in cui si scaglia contro i corsi scolastici per prevenire stereotipi e discriminazioni, bollati come «teoria di gender», imputati all’«attivismo della associazioni gay, lesbiche e transessuali» e ritenuti colpevoli di «annullare il genere maschile e femminile sostenendo che uomini e donne sono uguali in tutto, a prescindere dal sesso biologico», come si legge flier nei volantini distribuiti nelle scuole della città.

Sui manifesti una foto di un ragazzo, col mascara e il rossetto sbavato, colati per il pianto: quella foto non è un’immagina qualsiasi, ma è un grido di dolore, l’ultimo grido di un ragazzo che si è ucciso per affermare l’idea opposta da quella propagandata dagli attivisti nostrani.

La giovane di quella foto è Leelah Alcorn, 17 enne transgender che si è uccisa a gennaio negli Stati Uniti perché i genitori non la accettavano e le imponevano una terapia riparativa. La mia morte deve significare qualcosa» aveva scritto Leelah (che all’anagrafe si chiamava ancora Joshua) in una lettera di addio su Tumblr che ha commosso il mondo.

Ora Rose Morelli, la fotografa dello scatto, pare intenda procedere per vie legali, e noi proprio non riusciamo a darle torto.

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