Gay Pride a Mosca tra scontri e arresti

Redazione

Mosca, Russia. “Siamo stati arrestati e picchiati al 10/mo Gay Pride di Mosca”, ha denunciato su Twitter Nikolai Alexeiev, noto attivista per i diritti gay. Numerosi gli scontri e una quindicina di arresti durante il tentativo di tenere un Gay Pride nel centro della città, dopo il divieto del sindaco, confermato anche dalla magistratura.

La polizia ha fermato sia alcuni attivisti Lgbt sia alcuni loro aggressori, in gran parte militanti ultraortodossi con il nastro arancio-nero di San Giorgio, il simbolo del patriottismo russo, che hanno lanciato uova contro i manifestanti.

A metà del 2013 la Russia ha adottato una controversa legge federale che vieta la “propaganda” dell’omosessualità fra i minori, bloccando di fatto qualunque manifestazione in difesa dei diritti delle minoranze sessuali.

L’anno scorso gli attivisti avevano comunque tentato, sempre davanti al comune di Mosca. In numero inferiore rispetto a quest’anno e in carcere erano finite due donne, bloccate dalla polizia e caricate su un cellulare dopo aver srotolato uno striscione con i colori dell’arcobaleno, simbolo internazionale della comunità Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender).

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