Gentiloni a Mosca

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni si è diretto a Mosca per il vertice con il suo omologo russo Serghiei Lavrov e il vice premier Arkadi Dvorkovich, dove si discuteranno temi come l’Ucraina e la Libia.

Gentiloni ha dichiarato che si aspetta “un dialogo aperto sull’Ucraina, la Libia, la Siria, l’Iran, tematiche sulle quali la Russia resta un attore importante, con cui è fondamentale interloquire. So bene di trovare interlocutori innanzitutto amici dell’Italia e pronti a confrontarsi in maniera franca e serena non soltanto sui temi che ci uniscono, ma anche su dossier più delicati, ove le nostre posizioni non sempre coincidono. Allo stesso tempo sono certo che troverò interlocutori pronti a cogliere ogni possibilità di consolidare il partenariato bilaterale tenuto conto delle attuali restrizioni”.

Le sanzioni occidentali “mirano a recuperare la Russia ad un dialogo franco e positivo e ad un negoziato proficuo per la soluzione della crisi ucraina, basandosi sul principio di reversibilità a fronte di gesti visibili di distensione e di collaborazione da parte russa, fin dall’inizio della crisi non abbiamo mai mancato di incoraggiare anche il governo ucraino a non risparmiare sforzi per assicurare il rispetto di diritti e prerogative degli ucraini del Donbass, soprattutto per la minoranza russofona. L’Italia si allinea alla posizione europea in materia di sanzioni, che è molto chiara e che è stata affermata in occasione del Consiglio Europeo di marzo. Le misure restrittive sono sostanzialmente legate all’attuazione degli accordi di Minsk, che dovrà essere completata entro l’anno. Quando vi saranno evidenze di un pieno rispetto degli accordi di Minsk, l’Unione Europea sarà pronta a riconsiderare il regime restrittivo in vigore. Le sanzioni fanno ovviamente male a chi le impone oltre che a chi le subisce. Sicuramente vi è stato un danno anche per l’economia italiana, ma dobbiamo guardare al significato politico delle sanzioni e non solo ai loro effetti economici”.

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