Gentiloni, lotteremo contro l’Isis ma senza una guerra

Redazione

Il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni ha espresso il suo parere riguardo la lotta alla minaccia più incombente del momento: il terrorismo dei fondamentalisti islamici; stando a quanto lui ha dichiarato, il nostro paese non adotterà una politica di attacco ma esclusivamente di difesa per contenere i rischi costituiti da tale minaccia. Si tratterebbe dunque di una lotta all’Isis, ma senza un combattimento vero e proprio.

Coerentemente con questa posizione, sono già state fatte alcune manovre di “prevenzione”, come ad esempio l’espulsione dei quattro marocchini, sospettati di inneggiare alla Jihad. La strage di Parigi dello scorso 13 novembre ha creato un clima di panico e terrore in tutta Europa, e la Francia si è già schierata in posizione di attacco:

il presidente François Hollande ha infatti proclamato lo stato di guerra per il suo paese, a differenza dell’Italia che sembra avere intenzioni ben diverse; per prima cosa è fondamentale combattere contro la paura che ci accompagna in questo periodo, ed evitare di farci sopraffare da essa:

“Non ignorare la paura e la rabbia presenti tra i nostri concittadini, ma decidere che anche la paura e la rabbia vanno governate: questa è la sfida che abbiamo davanti. Il terrorismo non è una novità ma oggi costituisce una minaccia senza precedenti”. Ha dichiarato a tal proposito il nostro ministro.

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