Georgia, giustiziata nonostante il Papa
Georgia, giustiziata nonostante il Papa

In Georgia giustiziata un’americana nonostante l’appello del Papa, che chiedeva l’abolizione della pena capitale.

Evidentemente il Papa, media a parte, non è che abbia una così grande influenza sulle coscienze di certi americani.

Il Pontefice parla negli Usa schierandosi contro la pena di morte, e cinque giorni dopo giudici e giurie decidono di ammazzare, perché di questo si stratta, Kelly Gissendaner.

La quale è stata riconosciuta colpevole di aver progettato l’omicidio del marito, eseguito poi dall’amante.

Ma l’amante è stato condannato all’ergastolo, e anzi, fra qualche anno sarà liberato. Invece Kelly è stata giustiziata.

E l’amante, per ottenere una condanna più mite, ha vigliaccamente testimoniato contro l’amante.

Insomma, lei ammazzata, e lui vigliacco, vivo, e fra qualche anno libero. Bella giustizia, tutta americana.

Il Pontefice non è riuscito a fermare l’iniezione letale, con una lettera scritta dal vescovo Carlo Maria Viganò. Gli avvocati della Gissendaner avevano provato tre volte a bloccare l’esecuzione, ma poi non c’è stato nulla da fare.

In ultima istanza il giudice della contea di Fulton, ha confermato l’esecuzione, e lo stesso hanno fatto le autorità della Contea. I civilissimi Stati Uniti d’America, in termini di diritto in genere, e di diritti umani in particolare, hanno ancora molto da imparare.

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