Gesti sessisti al Senato, 5 giorni di sospensioni per i colpevoli

Onestamente, dai toni delle polemiche degli scorsi giorni, si era capito che il gesto non sarebbe rimasto impunito: la stessa presidente della Camera, Laura Boldrini, nelle scorse ore aveva chiarito che gesti sessisti non possono e non devono essere tollerati, in primis in un luogo istituzionale come è quello del Parlamento e del Senato.

Ed è così che cinque giorni di sospensione «con effetto immediato» sono stati comminati ai senatori “verdiniani” Lucio Barani eVincenzo D’Anna, rei della bagarre bagarre scoppiata in Aula nella seduta di venerdì con le offese a sfondo sessuale verso la senatrice del Movimento 5 Stelle Barbara Lezzi. Fuori per un giorno invece il collega M5S Alberto Airola, accusato di aver insultato alcuni esponenti del governo e della segreteria d’Aula.

Gli episodi accaduti”, ha detto il presidente Pietro Grasso, “sono stati di tale gravità che hanno offeso persone e senatori e hanno minato la credibilità delle istituzioni. Da questo momento nessuna deroga al principio di correttezza verrà tollerato in Aula”.

La sanzione comminata è giudicata «molto lieve» da Barbara Lezzi, la stessa senatrice M5S oggetto dei gesti osceni. «Siamo delusi – spiega Lezzi – ma abbiamo desiderio di superare questa vicenda piuttosto squallida».

Più duro il commento del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio: «Questo è un Paese da rifondare – ha aggiunto Di Maio – perché se queste sono le regole sanzionatorie è un Paese al rovescio. Io non posso pensare che ad Alessandro Di Battista furono dati 15 giorni di sospensione per aver urlato a Roberto Speranza del Pd «tagliati lo stipendio» e cinque giorni a Barani e D’Anna. Ci stiamo prendendo in giro».

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