Giannini, la riforma non prevede la teoria gender nelle scuole

La scuola, e la sua riforma, continua ad essere uno dei temi attuali più caldi, con bagarre dentro e fuori dalle aule di Camera e Senato.

Quello che sembra imperare però è la mala informazione: gli emendamenti contenuti nella riforma sono talmente tanti, che pochi li conoscono realmente e molti invece ci marciano, diffondendo false notizie, che creano un immotivato allarmismo sociale.

Il Miur “in queste ore sta inviando a tutti i dirigenti scolastici una circolare” in cui si ribadisce che la “Buona scuola” non introduce la teoria del gender: così il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, a Radio 24.

Nella circolare che il Miur ha inviato alle scuole, ha spiegato il ministro durante il programma «Melog-cronache meridiane», si richiama il comma 16 della legge 107, «falsamente incriminato». Questo comma, ha puntualizzato il ministro, «introduce la cultura della non discriminazione etnica, razziale, religiosa; della tolleranza, della sensibilità e dell’accoglienza, che la scuola nella storia ha sempre introdotto in varie forme». Introduce, ha aggiunto, «un principio sacrosanto che non ha nulla a che fare con la teoria del gender», ma «con criteri di sensibilizzazione alle pari opportunità, all’educazione alla parità tra i sessi. Va in direzione opposta all’annullamento della distinzione tra uomo e donna, che è in natura e cultura. Fa riferimento a principi di sensibilizzazione nei ragazzi alla prevenzione alla violenza di genere e ai reati e attacchi dettati dall’omofobia».

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