Giuseppe Conte finalmente ha deciso di alzare la voce
Giuseppe Conte finalmente ha deciso di alzare la voce

Finora Giuseppe Conte è stato un premier quasi fantasma: tutte le decisioni, come anche tutte le alleanze e gli scontri, venivano prese fattivamente dai due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, e lui si limitava ad avvallare apponendo la sua firma.

Ma negli ultimi giorni Salvini ha fatto il passo più lungo della gamba, e ha detto apertamente di voler sfiduciare Conte, per poter correre in prima persona alle prossime elezioni: tanto è bastato per spingere il premier ad abbandonare ogni remora, forse svelando per la prima volta il suo vero pensiero.

«Gentile Ministro dell’Interno, caro Matteo» scrive Conte a Salvini: «Ti scrivo questa lettera aperta perché il caso della nave Open Arms domina ormai le prime pagine dei giornali e perché sono costretto a constatare che anche la corrispondenza d’ufficio tra la Presidenza del Consiglio e il Viminale viene poi riportata sui giornali e allora tanto vale renderla pubblica all’origine, per migliore trasparenza anche nei confronti dei cittadini».

«Ti ho scritto – continua Conte – ieri l’altro una comunicazione formale, con la quale, dopo avere richiamato vari riferimenti normativi e la giurisprudenza in materia, ti ho invitato, letteralmente, ‘nel rispetto della normativa in vigore, ad adottare con urgenza i necessari provvedimenti per assicurare assistenza e tutela ai minori presenti nell’imbarcazione. Con mia enorme sorpresa, ieri hai riassunto questa mia posizione attribuendomi, genericamente, la volontà di far sbarcare i migranti a bordo» in questo modo «alterando» una «chiara posizione del tuo Presidente del Consiglio».

Ed ancora accuse chiare, fino alla stoccata finale:

«Comprendo la tua fedele e ossessiva concentrazione nell’affrontare il tema dell’immigrazione riducendolo alla formula porti chiusi. Sei un leader politico e sei legittimamente proteso a incrementare costantemente i tuoi consensi. Ma parlare come Ministro dell’Interno e alterare una chiara posizione del tuo Presidente del Consiglio, scritta nero su bianco, è questione diversa. Dobbiamo tutti operare per riconoscere piena dignità alle istituzioni che rappresentiamo, nel segno della leale collaborazione. Hai alle spalle e davanti una lunga carriera politica. Molti l’associano al potere. Io l’associo a una enorme responsabilità».

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