Google Cardboard: il futuro della realtà virtuale passa per le App
Google Cardboard il futuro della realta virtuale passa per le App

Sono passati circa 18 mesi da quando Google ha deciso di lanciare il visore fai-da-te “Google Cardboard”, la soluzione per la realtà virtuale più semplice ed economica sul mercato.

A distanza di un anno e mezzo dall’uscita gli utenti che sfruttano lo strumento sono più di cinque milioni in tutto il mondo ed i maggiori sviluppatori di app stanno investendo fortemente sul mezzo per creare nuovi prodotti.

Bastano pochi euro di materiali, uno smartphone ed un piccolo set di istruzioni gratuite per entrare nel magico mondo della realtà virtuale. Una volta presa confidenza con Cardboard è sufficiente accedere al Play Store di Google ed acquistare le applicazioni più interessanti. In queste primi mesi sono state scaricate 10 milioni di app per realtà virtuale per un totale di circa 25 milioni di download singoli.

Tra le opportunità offerte da Google la più scaricata è stata “Chair in a room”: un avventura thriller in prima persona vissuta con la realtà virtuale. Ma il settore dell’intrattenimento non è l’unico su cui la casa del motore di ricerca ha deciso di investire: basti pensare alle app dedicate alla fotografia, con la possibilità di effettuare scatti panoramici a 360 gradi, e all’istruzione con in primis “Expeditions”, pensata per far visitare agli studenti i luoghi culturalmente più importanti del pianeta.

Google non è l’unico sviluppatore di app di realtà virtuale e molte realtà attive sul web, intuendo le potenzialità del mezzo, hanno deciso di investire fortemente nello sviluppo e innovazione.

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William Hill, sito specializzato nel settore del gioco online, infatti, sta sviluppando un’applicazione per Google Cardboard dedicata alla partecipazione virtuale alle corse di cavalli. La tecnologia non è ancora disponibile al pubblico ma è già stata presentata: gli utenti sceglieranno il cavallo con cui gareggiare e potranno fare un’esperienza come fantini circondati dal rumore degli animali, dai commenti degli speaker e dagli incitamenti del pubblico. Inoltre, con il supporto di Unity e la conseguente apertura ad Android e iOS, si attendono investimenti significativi slot machine di William Hill, soprattutto alla luce del loro successo non solo su pc ma anche su piattaforma mobile.

Il turismo è un altro dei settori che ha visto il maggior numero di applicazioni di realtà virtuale dedicate. Citiamo ad esempio “Orbulus”, una raccolta di foto panoramiche scattate con Photosphere dei luoghi più interessanti del mondo. Passando dalle Piramidi fino al Taj Mahal è possibile visualizzare le testimonianze delle grandi opere della civiltà umana semplicemente utilizzando il visore di Google. Per visualizzare i monumenti basterà inclinare la testa verso la spalla destra, mentre con il movimento opposto si tornerà alla dimensione originale, guardando verso il basso si uscirà dall’applicazione.

Un’altra applicazione interessante legata a Google Cardboard, appena lanciata nel Play Store, è “Public Speaking”.

Si tratta di un’app molto intuitiva che permette di simulare un discorso davanti ad un pubblico. È possibile scegliere tra due differenti ambientazioni: una grande aula conferenze o una piccola sala riunioni con pubblici differenziati per dimensione. Grazie al visore Google Cardboard sarà possibile avere una riproduzione virtuale di tutta la stanza mentre il discorso viene “provato”. L’app, inoltre, garantisce la possibilità di inserire nella simulazione i rumori dell’ambiente circostante, i brusii del pubblico ed i commenti dei partecipanti.

Google Cardboard, infine, sembra ideato, più che altri device per la realtà virtuale molto più costosi, alla partecipazione in prima persona dell’utente e alla simulazione di situazioni concrete di vita reale. Un mezzo alla portata di tutti per fare esperienze, conoscere luoghi ed istruirsi senza muoversi da casa. A conferma dell’importanza di questa innovazione basti pensare che il New York Times, uno dei mezzi di informazione più autorevoli al mondo, ha deciso di utilizzarlo come strumento principale per diffondere i propri reportage giornalistici.

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