Grillo, Roma è sommersa da topi e clandestini

Botta e risposta come vuole il copione, in politica è sempre un attaccare e contrattaccare, forse la parola “politica” potrebbe assumere questo significato, oggi si parla della capitale e ne parla il leader del movimento cinque stelle.

Purtroppo sembra che in Italia la parola d’ordine sia attaccare: annientare l’avversario è l’unico obiettivo, e non importa con che mezzi e con quali parole, tirando in ballo anche tematiche così delicate che l’unica cosa giusta da fare sarebbe tacere.

Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle, si batte da settimane per le dimissioni del sindaco di Roma, Ignazio Marino, per la sua implicazione nelle indagini di Mafia Capitale.

Nella mattinata di ieri, Grillo, tramite social network, si è così espresso:  «#MarinoDimettititi prima che Roma venga sommersa dai topi, dalla spazzatura e dai clandestini».

Un tweet che ha lasciati in molti sconcertati, scatenando un mare di polemiche: come è possibile che un politico equipari, così a cuor leggero, gli immigrati a dei topi?

“Caro @beppe_grillo, mettere sullo stesso piano i topi e i clandestini vuol dire regalare le parole alla barbarie…”, gli ha risposto su Twitter Nichi Vendola. Sono piovute centinaia di risposte sullo stesso tono, fino a che l’ex comico ha parzialmente ritrattato.

Grillo ha corretto il tiro e ha riscritto il tweet e il post sul suo blog sostituendo la parola “clandestini” con l’espressione politicamente più corretta di “campi di clandestini gestiti dalla mafia”. La parola clandestini è scomparsa quindi, l’amarezza è rimasta.

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